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Archivio Aprile 2006

Le Mie Poesie Per Te

30 Aprile 2006 19 commenti


Mille notti senza te solo, un sogno e niente più
Mille giorni inutili come il vuoto dentro me
Più di mille poesie che ho scritto già per te
Svaniranno con me.
Mille storie che non ho avuto perchè tu
Sei un’ ombra accanto a me e da qui non te ne vai
Come mille ferite quei ricordi dentro me
Fanno male lo sai?
E non è più amore qui senza di te
Ora ha un altro nome, sopravvivere
E tirare avanti detestandosi
E scontare i giorni senza un alibi per noi.

Mille volti intorno a me dentro cui cercare te
Mille volte come se… ti vedessi ridere
Più di mille poesie che ho scritto per te
Non le guardo perchè…
Sai non c’ è più amore qui senza di te
Ora ha un altro nome, sopravvivere
E tirare avanti detestandomi
E scontare i giorni senza un alibi per noi.
Senza quell’ amore qui vicino a me
Senza più il tuo nome da chiamare
Io non vado avanti, consumandomi
Sui mie fogli bianchi vuoti di poesie per te.

E non è più amore qui senza di te
Ora ha un altro nome, sopravvivere
E tirare avanti detestandomi
E scontare i giorni senza un alibi per noi.
Senza quell’ amore qui vicino a me
Senza più il tuo nome da chiamare
Io non vado avanti, consumandomi
Sui mie fogli stanchi pieni di poesie
Per te.

E’ una canzone splendida degli Stadio… che sento molto mia in questo momento… vi auguro una splendida domenica
un sorriso e un abbraccio
Gio

Desideri e Sogni…

27 Aprile 2006 18 commenti


Desideri e Sogni
come minuscoli tasselli
si incastrano
nella mia realtà
ricordi che graffiano l’ Anima
mi avvolgono
mentre il piatto gira
e produce melodia
un suono dolce
che fa volare
i miei pensieri
accanto a Te
Intorno a Me
è silenzio
se chiudo gli occhi
posso sentir scorrere
i pensieri come
il sangue nelle vene
che stilla
dolce malinconia
e il mio giorno
si colora di blu …

Alba….

25 Aprile 2006 19 commenti


è il nuovo giorno che nasce

è la consapevolezza di guardare avanti

è il taglio che diamo al passato

è la rinascita

è la voglia di tornare a sorridere

è tutto quanto
mi allontana
dalla malinconia
e dalla tristezza

è un nuovo giorno
da scrivere a colori
nel Libro della Vita…

Camminando…

19 Aprile 2006 27 commenti


Camminando per mano
condividendo emozioni
abbiamo provato gioia

camminando per mano
abbiamo attraversato il tempo
annullando gli spazi

camminando per mano
abbiamo attraversato l’arcobaleno
per condividere qualcosa di noi

camminando per mano
vorrei asciugare la lacrima
che ti riga il viso

camminando per mano
vorrei arginare la ferita
che fa sanguinare l’ Anima

camminando per mano
vorrei tornare a sorridere
di un sogno
insieme a Te…

camminando sola
attendo il tuo
ritorno…

Pensando a Te…

18 Aprile 2006 11 commenti


E’ facile sorridere
pensando a Te
alla serenità che
riesci a donarmi
al solo pensarti
nelle tue parole
la gioia di percorrere insieme
un tratto di cammino
della nostra vita
lasciando che il sole
scaldi le pieghe dell’ Anima
nella consapevolezza che
la tua mano
stringe la mia
per condividere
un emozione…

Un pensiero x Te…

12 Aprile 2006 33 commenti


Nell’ approssimarsi della Pasqua vorrei lasciare a tutti Voi l’augurio che possiate trascorrerla nel modo migliore… l’augurio più bello è quello riportato nella cartolina… che la luce di questo giorno brilli sempre nei nostri cuori :-)
un abbraccio e un sorriso
Gio

Distesi sulla sabbia…

11 Aprile 2006 3 commenti


Distesi sulla sabbia, l?occhio al giallo
E al grave mare, beffiamo chi deride
Chi segue i rossi fiumi, scava
Alcove di parole da un?ombra di cicala,
Ché in questa tomba gialla di rena e di mare
Un appello al colore fischia nel vento
Allegro e grave come la tomba e il mare
Che dormono ai due lati.
I silenzi lunari, la marea silenziosa
Che lambisce i canali stagnanti, l?arida padrona
Della marea increspata fra deserto e burrasca
Dovrebbero curarci dai malanni dell?acqua
Con una calma d?un unico colore.
La musica del cielo sopra la rena
Risuona in ogni granello che s?affretta
A coprire i castelli e i monti dorati
Della grave, allegra, terra in riva al mare.
Fasciati da un nastro sovrano, sdraiati,
Guardando il giallo, facciamo voti che il vento
Spazzi gli strati della spiaggia e affoghi
La roccia rossa; ma i voti sono sterili, né noi
Possiamo opporci alla venuta della roccia,
E dunque giaci guardando il giallo, o sangue
Del mio cuore, finché la stagione dorata
Non vada in pezzi come un cuore e un colle.
(D. Thomas)

Mentre aspetto che ritorni…

9 Aprile 2006 18 commenti


Mentre aspetto il tuo ritorno
Metto in ordine le idee
Non so davvero in quale fortunato giorno
Da quella porta spunterai
Ho aggiustato il lavandino
E lo stereo finalmente va
Sono un uomo pieno di risorse in fondo
La vita mi conosce già
Sono qui che ti aspetto
Perché ho voglia di vincere
Non c?è altro che vorrei
Rincontrare gli occhi tuoi
Cancellarmi e rinascere
Ovunque sei
Ti mancherà la mia complicità
Ovunque sei
Qualunque faccia mi somiglierà
Ovunque sei
Ti impegnerai per non amarmi più
Testardo io
Che quella fede non l?ho persa mai
Accetterò da te qualunque verità
Sarà come la prima volta
Impacciato starò lì
Cercando di strapparti una risposta
Un meraviglioso ?si?
Ogni amore ha i suoi tarli
Ogni storia ha i suoi limiti
Resistenze non farò
Se destino accetterò
Anche il rischio di perderti
Ovunque sei
Di maledirmi non stancarti mai
Quello che vuoi
Ma questo cuore sanguina lo sai
Vigliacchi noi
Ci consegnamo a questa realtà
Vivremo poi
Con questo dubbio per l?eternità
Svegliarmi dovrei
La casa è aperta torna quando vuoi
Mi trovi qui
Perché non voglio perderti così
Mille altre volte ricomincerei
Ancora ti perdonerei
La voglia c?è
È sempre viva questa nostalgia
Di te
Ovunque sei
Mi manchi…

(R. Zero)

Viaggio tra i ricordi….

8 Aprile 2006 2 commenti


C’era una volta, in un tempo lontano, un villaggio dove la gente viveva felice senza conoscere dolore né sofferenza.
Quel villaggio, che si chiamava “Blog Country”, era situato nel bel mezzo di un intricato bosco dove gli alberi erano più fitti.
Benché la fama del mitico villaggio avesse superato i confini del bosco, nessuno era riuscito a trovarlo : primo perché non esisteva alcuna strada che lì conduceva e, poi, particolare non trascurabile, Blog Country non era neppure segnato sulla carte geografiche.
A protezione del bosco, ma soprattutto del villaggio e dei suoi abitanti c’era la bellissima e quanto mai potente fata Rosagialla che aveva posto dimora là dove la foresta era ancor più fitta e gli alberi ancor più alti, in fondo ad un lago dalle acque pure e trasparenti.
Tra il lago e il villaggio sorgeva il Palazzo Reale dove viveva la giovane principessa Violetta, amata ed adorata dal suo popolo per la sua grazia e dolcezza.
Una notte Violetta fece un sogno che la spaventò moltissimo e, non appena si fece giorno, corse alle rive del lago invocando:
- “Fatina mia, mia cara fatina, ti prego ho bisogno di te. Aiutami, aiutami!….” -
e intanto piangeva forte e si disperava facendo entrare per la prima volta il Dolore nel suo villaggio felice.
- “Eccomi Violetta” la voce cristallina della fata ne preannunciò la presenza prima che essa apparisse nella sua fulgida bellezza.
- “Che c’è bambina? Perché queste lacrime? Sono qui, non temere” -
- “Stanotte ho fatto un sogno terribile…mi ha torturato,… mi ha uccisa lentamente…. -
- “Chi, bimba mia?” -
- “Un ragazzaccio…sigh… invidioso e geloso del nostro villaggio…sigh,sigh… non potendolo raggiungere…sigh… appiccava fuoco al mio bosco, al bosco che amo tanto. Le lingue di fuoco divoravano tutto in un battibaleno ed anche il villaggio ne veniva distrutto….sigh…Nulla si salvava da quel rogo, né pianta, né animale, né creatura umana. Ed io ero lì in mezzo a quella desolazione, impotente! Sono così spaventata…era tutto così reale…sigh, sigh, sigh”
La fata Rosagialla prese dolcemente per mano Violetta e quietamente la portò in fondo al lago, verso la fonte “Pensieriliberi”, le cui acque apparentemente stagne, lucevano come specchio.
- “Fonte, fonte purissima, dimmi senza mentire, che si prepara nel mio Regno a venire?” interrogò la Fata.
-”Fata del lago incantato,
senza inganno nè menzogna,
io ti svelo la bisogna.
Il periglio savvicina,
con il vento, alla collina.
Desolazione e morte
alle porte son già sorte.
Sacrificio e cuor solare
Il tuo regno può salvare.”
- “Cosa ha inteso dire? chiese Violetta alla fata e …citando il Sommo (adorava i classici, la piccola principessa!), aggiunse : “… il loro color m’è oscuro…”
- “Ecco, vedi, il responso è questo : la malvagia strega della montagna desolata, mia acerrima nemica, ha deciso di distruggermi. Con una pozione magica ha risvegliato e asservito al suo potere il drago Adriano-BraveHart, il quale ora si sta dirigendo qui per annientarci. Con lui cavalca il prode Alfredo, quel giovane cavaliere che tu hai violentemente insultato perché t’aveva soprannominato “Traviata” per quella tua insignificante….ehm… debolezza della carne….e che ora ha deciso di vendicarsi. Ma nulla è perduto mia dolce Violetta.
Hai sentito l’oracolo? “Sacrificio e cuor solare il tuo regno può salvare” Ma dimmi sei disposta a dare la vita per il tuo popolo? Perché questo è il sacrificio di cui parlava “Pensieriliberi”…
La principessa chinando la testa mormorò : – “E il mio popolo. Il mio bosco. Amo ogni albero, ogni animale, ogni creatura sia essa umana o no che appartenga al mio regno. La mia vita è ben poca cosa se viene offerta per la loro salvezza….se non v’è altra soluzione.”
- “Aha, aha, aha” le mani sui fianchi come una popolana, la fata Rosagialla cominciò a ridere, a ridere così di gusto che la principessa Violetta pensò che mentre lei stava recitando frasi così drammatiche, forse la fata aveva visto passare volando Apesara cavalcata da sarapiccina mascherata da lumachina (era uno scherzo che divertiva molto tutte e due: sia apesara che sarapiccina….lumachina un po’ meno per via di tutta quel collante di cera che sarapiccina utilizzava per tenersi unita a lei).
- “Mia cara ragazza, dimentichi che sono una fata? le disse rosagialla con le lacrime agli occhi per il gran ridere “Ti ho messo alla prova per vedere quanto grande fosse il tuo coraggio…”
- ..!?_°°_(^::^)_*))_**!? – (fine e principesco turpiloquio indirizzato mentalmente da Violetta alla sua fatina, che qui si omette per decenza)
- “Ora ascoltami. Vai all’Antico Faggio Ombroso, e chiedi al Grande Puffo Dalla Lucio di farti da guida fuori dal bosco fino alla montagna pietrificata dove è stato localizzato il drago Adriano-BraveHart. E mi raccomando….abbi cura di te!” -
Violetta si recò allora all’Antico Faggio Ombroso dove incontrò il Grande Puffo Dalla Lucio, un nano tutto peloso più delle Qui, Quo, Qua della “Leda”, con un cappellino bianco in testa e gli occhiali sul naso che canticchiava :….e ancora adesso che sono grande e bevo vino, per la gente del porto io sono Gesù Bambino…”
- “Oh, no ! pensò la principessa un altro che si crede Dio. Ci sono già tanti bloggers in Tiscali che si credono padreterni e sputano sentenze! Anche qui devo trovarne…”
Soffocando quindi parole poco cortesi che le erano salite alle labbra, si avvicinò:
- “Ave, Grande Puffo, morituri te salutant….”
- ??????
- “Oh, si, scusami Puffo. Mi ero un attimo identificata ne “Il Gladiatore” o forse era “Quo Vadis”? Boh, va bè, poco importa. Ti prego portami alla montagna pietrificata, devo salvare Blog Country, il mio villaggio !
Grande Puffo estrasse da sotto il corpetto un sacchettino di velluto rosso, e soffiò la polvere magica in esso contenuta su Violetta pronunciando intanto la formula magica :
chiamo te, libero di volare
sulle tue ali falla cavalcare,
dossi e clivi falle superare,
ed infin colà falla atterrare
Apparve quindi un enorme grifone con un gran sbattere d’ali che per la verità erano imponenti. Atterrando con eleganza ai piedi del Faggio, prese delicatamente sulla sua groppa Violetta che, così, volando e quasi senza nemmeno accorgersene, si ritrovò ai piedi della montagna perduta.
Superato il primo attimo di smarrimento, dopo aver salutato il pennuto, la principessa si guardò intorno cercando un filo di vita, ma intorno a sé c’era solo desolazione e morte.
Si inoltrò verso uno scosceso sentiero che le si apriva davanti, ma le sue scarpette di raso non facevano presa sul terreno per cui continuava a cadere e a rialzarsi, finchè stanca, lacera e dolorante si tolse quegli inutili orpelli e continuò scalza il cammino.
Camminava a testa bassa per evitare le pietre, almeno quelle appuntite, perché già i piedi sanguinavano e le dolevano, così non si accorse di un vecchio scheletrico e deforme che zampettando su una gamba sola le si avvicinò silenzioso.
Con le dita adunche il vecchio afferrò il polso di Violetta, intimandole:
- “Cercati un riparo presto!”
Colpita dallo splendore di quegli occhi incredibilmente verdi più che dall’invito perentorio, la principessa si acquattò in una specie di buca naturale del suolo….
Appena in tempo.
La terra fu scossa da un pauroso boato mentre un fragore assordante e un terribile puzzo di animale selvatico misto ad odore di bruciato indicava l’arrivo del Mostro, che era ributtante a vedersi: enorme, con due occhi sporgenti e roteanti, due narici fumanti, un bocca orrenda che sputava fiamme ed una lunga coda squamosa che agitava di qua e di là con forza, distruggendo con quella ciò che le fiamme avevano salvato.
Ma il prode Alfredo? direte voi. Purtroppo il poverino era stato spazzato via dalla coda di BraveHart-Adriano, colto da un raptus omicida nel momento stesso in cui prendeva coscienza che il nero destriero su cui cavalcava il prode Alfredo era marchiato infofree/mariorossimario. E sì, questa è la triste fine che attende i marchi che non sono DOC…
Il vecchio scheletrico tirò fuori da logoro mantello un piccolo flauto argentato ed iniziò a suonare. Le note si levavano alte e chiare nell’aria che odorava di zolfo e di sudore animale e quel suono melodioso superava anche l’agghiacciante rimbombo provocato dal drago.
Dal suo punto di osservazione con grande meraviglia la principessa si accorse che il drago piano, piano, veniva catturato dal suono di quel piccolo flauto, i suoi movimenti divenivano sempre più disarticolati e più lenti, la sua furia sembrava calmarsi finchè come un tenero cucciolo addomesticato si accuccio’ ai piedi del vecchio.
- “Se tu l’uomo dal cuore puro” esclamò felice la principessa correndogli vicino.
Il vecchio la guardò intensamente ed ancora una volta Violetta fu ammaliata da quegli occhi verdi e senza accorgersi di farlo…gli baciò la bocca tutta tremante (il Sommo! Sempre lui!)
Ed ecco per incanto il vecchio trasformarsi in un bellissimo giovane vestito in abiti sontuosi : era Otimaster, stimato re del paese Due Calzini che la strega aveva tramutato in vecchio con un sortilegio per impossessarsi del suo goloso blog.
I due giovani si sposarono con grande sfarzo e se vi capita di andare nel paese di Blog Country-Due Calzini potrete ascoltare dalla loro viva voce questa storia come io l’ho appresa da loro.

Questo racconto fù scritto da Elena due anni e mezzo fa…. la nostra Amicizia in quel momento stava nascendo ma ne percepivo già tutta l’ essenza… è stata una presenza importante nella mia vita…ricordo fra sorriso e lacrime il giorno in cui ci siamo incontrate avvenne 1 anno dpo che questa favola fù scritta… sono giorni che porterò per sempre nel cuore… ci lasciammo dopo 3 giorni nella promessa che ci saremmo nuovamente incontrate ma…. Colui che sta sopra di Noi non lo ha più permesso, sette mesi dopo il nostro primo incontro l’ha voluta con Se ma questo non toglie che la porterò per sempre nel cuore….

Anche questo è il web …. rapporti che prendono vita dietro uno schermo e che porterai per sempre nel Cuore…

Un bacione Stella mia…. con immutato affetto
Gio

Riferimenti: Il blog di Elena …..

Crescendo impari…

7 Aprile 2006 18 commenti


che a volte
una parola in più
rappresenta un chiarimento

che una parola non detta
serve solo a creare
situazioni complesse

che una parola può servire
a riportare la luce,
la chiarezza

che una parola può
generare un sorriso

che nella parola
è racchiusa sempre
una via d’ uscita

che una parola
può rappresentare
la stima, la fiducia
il rispetto e l’ Amicizia…

che una richiesta di chiarimento
non deve essere interpretata
come una limitazione

che il voler bene
è saper tener aperta
la porta del cuore…